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	<title>Senza categoria &#8211; Rhomes | I Professionisti dell&#039;Immobiliare</title>
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	<description>Roma &#124; Affitto &#124; Vendita &#124; Appartamenti &#124; Cerca &#124; Casa</description>
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	<title>Senza categoria &#8211; Rhomes | I Professionisti dell&#039;Immobiliare</title>
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		<title>Cosa serve per vendere casa?</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 16:21:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’Attestato di Prestazione Energetica (APE) L’atto di compravendita dell’immobile Planimetria catastale Documenti condominiali (se l’immobile è in condominio) Se l’immobile si trova in un condominio, è utile raccogliere anche la&#160;documentazione condominiale. Non sempre è obbligatoria per il&#160;rogito, ma aiuta a evitare chiarimenti e contestazioni da parte dell’acquirente durante la trattativa e prima della stipula. Visura...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2 class="wp-block-heading">L’Attestato di Prestazione Energetica (APE)</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Cos’è? </strong>L’<strong>Attestato di Prestazione Energetica </strong> è il documento che attribuisce alla casa una classe energetica con una lettera tra A e G, dove la classe A+ rappresenta il livello di consumo ottimale. L’APE è disciplinato dal <a href="https://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/2005_0192.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lgs. 192/2005</a>, che costituisce il quadro normativo di riferimento, ed è redatto secondo le <strong>Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici</strong>, stabilite dal <a href="https://www.mimit.gov.it/it/normativa/decreti-interministeriali/decreto-interministeriale-26-giugno-2015-adeguamento-linee-guida-nazionali-per-la-certificazione-energetica-degli-edifici" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>DM 26 giugno 2015</strong></a>.(MIMIT).</li>



<li><strong>Come si richiede?</strong>Puoi rivolgerti a un tecnico abilitato che, dopo aver effettuato un sopralluogo presso l’abitazione, provvederà a redigere il documento e a registrarlo presso il Catasto Energetico Regionale. L’attestato deve essere <strong>messo a disposizione dell’acquirente</strong> ed è prassi richiederlo già in fase di commercializzazione dell’immobile, anche ai fini della corretta informazione negli annunci.</li>



<li><strong>Quanto vale?</strong>La certificazione energetica APE ha una <strong>validità di 10 anni</strong> dalla data di rilascio, salvo interventi sull’immobile che comportino una variazione della prestazione energetica.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">L’atto di compravendita dell’immobile</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Cos’è?</strong> È l’atto che attesta che sei il proprietario della casa. Comprende i dati relativi all’identità, il prezzo a cui è stato ceduto l’immobile, la modalità di pagamento dello stesso.</li>



<li><strong>Come si richiede?</strong> Questo documento dovrebbe già essere in tuo possesso, in quanto proprietario, perché viene <strong>redatto dal notaio</strong> nel momento in cui avviene il trasferimento della proprietà.</li>



<li><strong>E in caso di smarrimento?</strong> Se non riesci a trovare l’atto di compravendita, ci sono diversi modi per <strong>reperire una nuova copia</strong>. Puoi richiederlo direttamente al notaio che se ne occupò al momento dell’acquisto della casa o all’archivio notarile di competenza (quello nel cui distretto operava il notaio).</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Planimetria catastale</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Cos’è?</strong> La planimetria catastale è la <strong>rappresentazione grafica in scala dell’immobile</strong> depositata presso il Catasto e costituisce un elemento essenziale ai fini della <strong>conformità catastale</strong>. Deve corrispondere allo stato di fatto dell’immobile ed essere coerente, ove richiesto, anche con la <strong>conformità urbanistica</strong>, ossia con i titoli edilizi che ne hanno legittimato la realizzazione e le eventuali modifiche.</li>



<li><strong>E se non è aggiornata?</strong> Se la planimetria catastale non corrisponde allo stato reale dell’immobile, è necessario <strong>regolarizzare la situazione prima della vendita</strong>. In presenza di difformità, occorre verificare i <strong>titoli edilizi</strong> (<a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.presidente.repubblica:2001;380~art6bis!vig=" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CILA</a>, <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2001;380~art22!vig=" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SCIA</a>, <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.del.presidente.della.repubblica:2001-06-06;380~art10!vig=" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Permesso di Costruire</a>) ed eventualmente procedere con una sanatoria, se ammissibile. Solo dopo l’allineamento tra stato di fatto, titoli urbanistici e planimetria catastale è possibile procedere senza rischi: in caso contrario, si possono generare <strong>problemi al rogito</strong>, fino alla nullità dell’atto.</li>



<li><strong>Come richiederla?</strong> Per ottenere la planimetria catastale, puoi recarti di persona agli uffici catastali dell’Agenzia delle Entrate o tramite <a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/schede/fabbricatiterreni/planimetria-catastale/planimetria-catastale-online-citt-imprese" target="_blank" rel="noreferrer noopener">servizi telematici</a>. In fase di verifica documentale è opportuno controllare anche la presenza della <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.presidente.della.repubblica:2016;222~art5!vig" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Segnalazione Certificata di Agibilità (SCA),</a> se disponibile, come ulteriore riscontro della regolarità dell’immobile.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Documenti condominiali (se l’immobile è in condominio)</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Se l’immobile si trova in un condominio, è utile raccogliere anche la&nbsp;<strong>documentazione condominiale</strong>. Non sempre è obbligatoria per il&nbsp;<strong>rogito</strong>, ma aiuta a evitare chiarimenti e contestazioni da parte dell’acquirente durante la trattativa e prima della stipula.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Amministratore e regolamento di condominio</strong>: dati e contatti dell’amministratore (se presente) e copia del regolamento, con eventuali <strong>tabelle millesimali</strong>, per chiarire regole e uso delle parti comuni.</li>



<li><strong>Spese e pagamenti condominiali</strong>: una dichiarazione dell’amministratore che attesti se il venditore è in regola con i pagamenti e se risultano spese ancora da saldare.</li>



<li><strong>Assemblee e lavori deliberati</strong>: gli ultimi verbali servono a verificare se sono stati approvati lavori straordinari e come verranno suddivise le spese.</li>



<li><strong>Bilanci e riparti spese</strong>: preventivi e consuntivi permettono di capire l’importo delle spese condominiali e l’eventuale presenza di rate future.</li>



<li><strong>Documentazione sulle parti comuni </strong>(se disponibile): certificazioni o verifiche relative agli impianti comuni (ascensore, centrale termica, antincendio), se presenti.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Visura ipotecaria dell’immobile</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Cos’è?</strong>  La visura ipotecaria certifica che su di un immobile non vi sia alcuna ipoteca, pignoramento o decreto ingiuntivo.</li>



<li><strong>Come richiederla?</strong> Viene rilasciata dall’Agenzia delle Entrate in seguito ad alcune verifiche effettuate all’interno della banca dati ipotecaria e catastale. È possibile richiederla <a href="https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/schede/fabbricatiterreni/ispezione-ipotecaria/ispezione-ipotecaria-online" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anche online.</a></li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Documenti che attestano la regolarità dell’immobile e degli impianti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel dettaglio:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Permesso di costruire</strong>: è il titolo edilizio rilasciato dal Comune che autorizza la realizzazione dell’immobile o specifici interventi edilizi.</li>



<li><strong>Certificato di abitabilità / Agibilità (SCA)</strong>:  storicamente, abitabilità e agibilità indicavano due concetti distinti (il primo riferito alle abitazioni, il secondo a immobili con destinazioni d’uso diverse come uffici e negozi). Oggi si fa riferimento unicamente al <a href="https://www.unicreditres.it/news/come-fare/certificato-di-abitabilita-o-agibilita-differenze-e-cosa-serve-per-vendere-casa/"><strong>certificato di agibilità</strong></a>, o più precisamente alla <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:presidente.repubblica:decreto:2001-06-06;380" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Segnalazione Certificata di Agibilità (SCA)</a>. Questo documento attesta che l’immobile rispetta i requisiti minimi di sicurezza strutturale, igiene, salubrità e funzionalità degli impianti.</li>



<li><strong>Certificazioni di conformità degli impianti</strong>: riguardano gli impianti elettrico, termico e idraulico e sono rilasciate dall’impresa abilitata che li ha installati o modificati. Non sono sempre obbligatorie ai fini della vendita, ma è buona prassi metterle a disposizione dell’acquirente.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Documenti personali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, quando si concretizzerà la compravendita dell’immobile davanti al notaio, dovrai presentare:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Fotocopia della <strong>carta di identità </strong>e del <strong>codice fiscale</strong>;</li>



<li>Certificato che attesti lo <strong>stato civile</strong>;</li>



<li><strong>Permesso di soggiorno</strong> (solo per venditori extracomunitari).</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>La guida sulle ristrutturazioni edilizie dell’Agenzia delle Entrate aggiornata a febbraio 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rhomes]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 17:26:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[L’Agenzia delle Entrate&#160;ha aggiornato a&#160;febbraio 2026&#160;la&#160;guida sulle ristrutturazioni edilizie. La pubblicazione contiene adesso le ultime novità intervenute con&#160;la recente legge di Bilancio. La legge 199/2025 ha infatti prorogato per l’anno in corso le maggiori detrazioni previste fino allo scorso anno. In particolare, per gli anni 2025, 2026 e 2027 sono previsti benefici più elevati quando...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">L’<strong>Agenzia delle Entrate</strong>&nbsp;ha aggiornato a&nbsp;<strong>febbraio 2026&nbsp;</strong>la&nbsp;<strong>guida sulle ristrutturazioni edilizie</strong>. La pubblicazione contiene adesso le ultime novità intervenute con&nbsp;<a href="https://www.idealista.it/news/finanza/economia/2025/10/16/279697-manovra-2026-in-arrivo-le-misure-sul-tavolo-del-governo">la recente legge di Bilancio</a>. La legge 199/2025 ha infatti prorogato per l’anno in corso le maggiori detrazioni previste fino allo scorso anno. In particolare, per gli anni 2025, 2026 e 2027 sono previsti benefici più elevati quando gli interventi sono effettuati sull’abitazione principale dal proprietario dell’immobile o da chi detiene su di esso un diritto reale di godimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="eab09ba8467049cccc72c79101a84fd78">Ristrutturazione edilizie, cosa contiene la guida dell’Agenzia delle Entrate</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La&nbsp;<strong>guida sulla ristrutturazione dell’Agenzia delle Entrate 2026</strong>&nbsp;offre una panoramica sulle&nbsp;<strong>diverse misure fiscali agevolative in vigore</strong>, che sono calibrate diversamente in base alle casistiche previste dalla legge e alla tipologia di intervento sul patrimonio immobiliare.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello specifico, la pubblicazione tratta:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>la detrazione Irpef per il recupero del patrimonio edilizio;</li>



<li>l’Iva ridotta per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria e per i lavori di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione</li>



<li>la detrazione aggiuntiva del 75% per eliminare le barriere architettoniche;</li>



<li>le agevolazioni per l’acquisto e la costruzione di box e posti auto;</li>



<li>la detrazione per acquisto o assegnazione immobili già ristrutturati;</li>



<li>la detrazione degli interessi passivi sui mutui per ristrutturare casa.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Nel manuale è possibile trovare le indicazioni utili per richiedere correttamente tutti i diversi benefici fiscali, dalle modalità e agli adempimenti. Si tratta di una pubblicazione importante, che aiuta a capire&nbsp;<strong>quali sono le diverse agevolazioni fiscali in vigore e come beneficiarne</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Gli&nbsp;<strong>interventi di recupero del patrimonio edilizio</strong>&nbsp;– si legge nell’introduzione – beneficiano di&nbsp;<strong>importanti agevolazioni fiscali</strong>, sia quando si effettuano sulle singole unità abitative sia quando riguardano lavori su parti comuni di edifici condominiali. La più conosciuta tra queste agevolazioni è sicuramente quella disciplinata dall’articolo 16-bis del Dpr n. 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi), che consiste in una detrazione dall’Irpef delle spese sostenute per gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia e, per le parti comuni degli edifici, di manutenzione ordinaria”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora: “L’agevolazione è prevista, inoltre, per l’acquisto di immobili a uso abitativo facenti parte di edifici interamente ristrutturati, per la realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali e per l’installazione di impianti fotovoltaici”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Viene poi spiegato: “Come è noto, sulla&nbsp;<strong>detrazione per il recupero del patrimonio edilizio</strong>&nbsp;si sono succeduti negli ultimi anni numerosi interventi legislativi. Le ultime novità sono quelle introdotte dalla legge di bilancio 2025 (legge n. 207/2024), che ha modificato l’articolo 16-bis del Tuir e introdotto il nuovo articolo 16-ter, prevedendo un limite agli oneri e alle spese detraibili per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 euro. La stessa legge ha previsto&nbsp;<strong>per gli anni 2025, 2026 e 2027 benefici più elevati</strong>quando gli interventi sono effettuati sull’<strong>abitazione principale dal proprietario dell’immobile o da chi detiene su di esso un diritto reale di godimento</strong>. La legge di bilancio 2026 (legge n. 199/2025), infine, ha prorogato al 2026 le maggiori detrazioni prima previste fino al 2025”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E infine: “I benefici fiscali per i lavori sul patrimonio immobiliare non si esauriscono con la detrazione Irpef. Altre significative agevolazioni, infatti, sono state introdotte negli anni. Tra queste, per esempio, la possibilità di pagare l’Iva in misura ridotta e quella di portare in detrazione gli interessi passivi pagati sui mutui stipulati per ristrutturare l’abitazione principale”.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="ef8009e7a4d90e3ae159abed6d8dc2f4b"></h2>



<div data-wp-interactive="core/file" class="wp-block-file"><object data-wp-bind--hidden="!state.hasPdfPreview" hidden class="wp-block-file__embed" data="https://rhomes.it/wp-content/uploads/2026/03/guida_ristrutturazioni_edilizie_le_agevolazioni_fiscali.pdf" type="application/pdf" style="width:100%;height:2000px" aria-label="Incorporamento PDF"></object><a href="https://rhomes.it/wp-content/uploads/2026/03/guida_ristrutturazioni_edilizie_le_agevolazioni_fiscali.pdf" class="wp-block-file__button wp-element-button" download>Download</a></div>



<p class="wp-block-paragraph" id="ef8009e7a4d90e3ae159abed6d8dc2f4b"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Bonus casa 2026, quali sono le novità</title>
		<link>https://rhomes.it/bonus-casa-2026-quali-sono-le-novita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rhomes]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 17:20:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La legge di Bilancio ha prorogato per l’anno in corso il bonus ristrutturazione, l’ecobonus, il sismabonus e ha confermato il bonus mobili. Ecco tutto quello che serve sapere Cosa comprende il bonus casa 2026 I bonus casa prorogati nel 2026 dalla legge di Bilancio con le stesse aliquote del 2025 sono il bonus ristrutturazioni, l’ecobonus e il sismabonus....]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La legge di Bilancio ha prorogato per l’anno in corso il bonus ristrutturazione, l’ecobonus, il sismabonus e ha confermato il bonus mobili. Ecco tutto quello che serve sapere</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="e3a0e4bbdb584a8b233035eff2c7b460c">Cosa comprende il bonus casa 2026</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I bonus casa prorogati nel 2026 dalla legge di Bilancio con le stesse aliquote del 2025 sono il bonus ristrutturazioni, l’ecobonus e il sismabonus. È stato poi confermato il bonus mobili. Chi deve effettuare dei lavori in casa può quindi beneficiare di queste agevolazioni fiscali. </p>



<h3 class="wp-block-heading" id="e060af5843405eb760fd249fcf639efe6">Bonus 2026 per la prima casa</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare, chi ha la residenza nell’immobile ristrutturato ed è proprietario o titolare di un altro diritto reale su quello stesso immobile può ottenere la detrazione del 50 per cento.&nbsp;</p>



<h3 class="wp-block-heading" id="e9cdfcdd05ff5ab26a51cabc8ba0fa8d4">Il bonus casa 2026 per la seconda abitazione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Chi invece non ha la residenza nell’immobile ristrutturato e non è proprietario o titolare di un altro diritto reale su quello stesso immobile può beneficiare di una detrazione del 36 per cento.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="eedfa6314a99d6f603e5e458783d7a3a4">Come funziona il bonus ristrutturazione 2026</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La legge di Bilancio approvata in via definitiva il 30 dicembre 2025 ha prorogato il bonus ristrutturazione al 50 per cento per la prima casa e al 36 per cento per la seconda abitazione anche nel 2026. Non cambia il limite di spesa, che si conferma a 96.000 euro per unità immobiliare, con detrazione Irpef da ripartire in 10 quote annuali di pari importo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli sconti fiscali possono essere ottenuti dai titolari di un diritto di proprietà o di un altro diritto reale sull’immobile ristrutturato e che costituisce abitazione principale. L’agevolazione riguarda le spese sostenute nel corso dell’anno per interventi effettuati su singole unità immobiliari residenziali e su parti comuni di edifici residenziali situati nel territorio dello Stato. Sono inclusi tra gli interventi agevolati quelli realizzati sulle pertinenze dell’unità immobiliare principale.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="e2c2bd1b6ff3c9a33534febe32974cd41">Quali sono le ultime notizie sull&#8217;ecobonus 2026</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Anche l’ecobonus è stato prorogato nel 2026. Per tutto l’anno in corso è stato confermato il regime fiscale più favorevole con riferimento ad interventi di risparmio energetico. In particolare, l&#8217;agevolazione si conferma al 50 per cento per la prima casa e al 36 per cento per la seconda abitazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I contribuenti che eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti possono detrarre una parte delle spese sostenute per i lavori dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) o dall’imposta sul reddito delle società (Ires).</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’agevolazione è rivolta a tutti i contribuenti, residenti e non residenti, che possiedono l’immobile oggetto di intervento. Oltre ai proprietari, tra gli altri possono fruire dell’agevolazione i titolari di un diritto reale sull’immobile; i condòmini (per gli interventi sulle parti comuni condominiali); gli inquilini; i comodatari. La detrazione può essere fruita anche dal familiare convivente con il possessore o il detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (coniuge, componente dell’unione civile, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado) e dal convivente more uxorio.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="efe842dbff9cb5d75f7778ea7a6738c72">Sismabonus 2026, quello che serve sapere sull’aliquota</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La legge di Bilancio 2026 ha prorogato per l’anno in corso anche il&nbsp;<a href="https://www.idealista.it/news/finanza/fisco/2026/01/15/311617-sismabonus-2026-le-detrazioni-prorogate-dalla-legge-di-bilancio"><strong>sismabonus</strong></a>, ossia la detrazione per la messa in sicurezza antisismica e per l’acquisto di immobili antisismici. È stata confermata l’aliquota del 50% per gli interventi sull’abitazione principale dei titolari del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento e del 36% per gli altri immobili. La detrazione è calcolata su una spesa massima di 96.000 euro per unità immobiliare ed è ripartita in dieci quote annuali di pari importo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Via libera quindi anche per il 2026 al sismabonus lavori (art. 16-bis del Tuir), con detrazione al 50% per la prima casa e al 36% sulle altre, e al sismabonus acquisti (art. 16 comma 1-septies del DL 63/2013) con detrazione al 50% per la prima casa e al 36% sulle altre. I contribuenti che eseguono interventi per l’adozione di misure antisismiche sugli edifici possono detrarre una parte delle spese sostenute dalle imposte sui redditi.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="e989f434c8511c2cd702d348ea54e9604">Come funziona il bonus mobili 2026</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il bonus mobili è stato confermato per il 2026 con detrazione al 50% per l’acquisto di arredi legati a interventi di recupero del patrimonio edilizio. Anche nell’anno in corso è possibile sfruttare la detrazione Irpef del 50%, con un tetto di spesa di 5.000 euro da suddividere in 10 quote annuali di pari importo, per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il bonus mobili non c’è la distinzione tra prima e seconda casa, come invece accade per il bonus ristrutturazione e l’ecobonus. L’agevolazione è legata alla realizzazione di un intervento di recupero del patrimonio edilizio sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali.</p>
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